Azione Progetto ESSERCI: “Badanti: persone di famiglia”

La popolazione over 65 del territorio è in aumento e, di conseguenza, sta aumentando anche il numero di badanti (assistenti famigliari), spesso immigrate, che prestano assistenza presso il domicilio della persona anziana, evitando così il trasferimento in una struttura protetta.Una soluzione a prima vista ottimale poiché permette all’anziano di restare in un ambiente conosciuto (casa sua), di mantenere le proprie abitudini, di muoversi, quindi, all’interno di un microcosmo animato da relazioni consolidate dalla quotidianità.

Tuttavia anche questa soluzione presenta , spesso, delle difficoltà:

  • la relazione anziano/badante/famiglia non è così semplice: ognuno è portatore di sue specificità, ognuno esprime attese e aspettative spesso non conciliabili con quelle degli altri;
  • per l’anziano la possibilità, positiva, di restare presso il proprio domicilio è in qualche modo annullata dalla presenza di un “estraneo” che, all’improvviso, invade spazi e abitudini rendendo manifesto lo stato di non salute dell’assistito;
  • la provenienza non italiana della maggior parte delle badanti comporta difficoltà di varia natura (la lingua, la cucina, la messa in discussione di abitudini consolidate da entrambe le parti);
  • le competenze tecniche delle badanti in molti casi non rispondono alle esigenze di cura dell’anziano limitandosi alla buona volontà e a quanto appreso in precedenti esperienze di lavoro;
  • in caso di aggravamento delle condizioni di salute dell’assistito, la badante vede terminare la propria esperienza di lavoro con tutte le difficoltà che ciò comporta (precarietà, necessità di trovare in modo autonomo una soluzione alternativa);
  • la gestione di tutti gli aspetti burocratici, non sempre semplici e immediati, che ricade sui soli famigliari.

L’azione, pertanto, si pone i seguenti obiettivi:

  • agevolare la relazione anziano/badante/famiglia riducendo tutte quelle problematiche che rischiano di inficiarla;
  • rafforzare le competenze tecniche in possesso delle badanti rendendole rispondenti alle esigenze di cura espresse dall’anziano;
  • agire sulle difficoltà di relazione in particolare su quelle derivanti dalla provenienza non italiana delle badanti;
  • favorire la socialità e potenziare le occasioni di aggregazione dell’anziano;
  • favorire occasioni di scambio e confronto per le badanti;
  • supportare le famiglie nella gestione del rapporto di lavoro e nel disbrigo di tutte le incombenze burocratiche che questo comporta.