L.R. n.15 del 19 maggio 2015 – Interventi a favore del lavoro di assistenza e cura degli assistenti familiari

La Lombardia ha varato la prima legge regionale sul lavoro di cura delle persone al domicilio. La legge della Regione Lombardia intende qualificare il lavoro degli assistenti famigliari, contrastare il lavoro sommerso e irregolare, sostenere le famiglie e le persone assistite sia economicamente che attraverso il supporto di azioni di orientamento e consulenza.

Ecco alcune finalità della legge L.R. n.15 del 19 maggio 2015 – Interventi a favore del lavoro di assistenza e cura degli assistenti familiari:

 

Istituzione dei registri

La legge promuove l’istituzione di registri territoriali, gestiti da ambiti o comuni, che contengono informazioni sugli assistenti familiari, indicando informazioni circa le competenze, la formazione e le disponibilità orarie. L’iscrizione ai registri non è vincolate per l’esercizio dell’attività e non è esclusiva di un solo territorio.

Gli sportelli

La legge stabilisce la costituzione di sportelli territoriali, sempre di titolarità comunale o d’ambito e con la collaborazione di terzo settore, sindacati e patronati, che svolgano funzioni di ascolto, informazione e orientamento,sostegno nella ricerca e nella selezione dell’assistente famigliare, assistenza nelle procedure di assunzione, informazione sull’accesso al sostegno economico, tenuta e gestione de registri territoriali.

La formazione

La legge promuove la realizzazione di percorsi formativi, anche nell’ambito dei programmi regionali di inserimento lavorativo, basati su specifici standard professionali e formativi e finalizzati al conseguimento dell’attestato di competenza, necessario per l’iscrizione ai registri territoriali.

Possono iscriversi ai registri territoriali degli assistenti familiari le persone maggiorenni, in assenza di condanne penali o procedimenti penali pendenti, e in possesso alternativamente:

a) titoli di studio o di formazione in campo assistenziale o sociosanitario riconosciuti nell’Unione europea;

b) attestati di competenza (la Regione promuove, anche nell’ambito dei programmi regionali di inserimento lavorativo, percorsi formativi per

assistenti familiari, sulla base degli specifici standard professionali e formativi, adottati nel rispetto del sistema di formazione professionale di cui alla legge regionale 6 agosto 2007, n. 19).

c) esperienze specifiche di assistenza familiare di almeno dodici mesi, certificate da regolare contratto di lavoro.

 

Il sostegno economico

La legge stabilisce la concessione di contributi economici per le persone e le famiglie fragili che si avvalgono di assistenti famigliari, previa valutazione della condizione economica e dei carichi assistenziali. In merito alla regolazione dell’accesso (criteri e modalità per l’erogazione dei contributi) si attendono entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge (pubblicata il 28 maggio sul BURL).

Il finanziamento

La legge stanzia, per la parte rimanente del 2015, 700.000 euro, destinate al sostegno delle spese riferite all’istituzione di registri, sportelli e alle contribuzioni economiche

Le linee guida operative per l’applicazione della legge

Entro 180 giorni la Regione disporrà linee guida operative circa l’attuazione della presente legge.