Il lavoro di assistente familiare

Il lavoro di assistente familiare rientra nella categoria del lavoro domestico alla cui normativa fa riferimento.

Il codice civile (capo II, articoli 2240 a 2246) definisce genericamente quale rapporto di lavoro domestico quello avente ad oggetto la prestazione di servizi di carattere domestico; ai sensi della legge n. 339/58 il lavoratore domestico è colui che presta la propria opera per il funzionamento della vita familiare.

La prestazione lavorativa dei lavoratori domestici è riconducibile al rapporto di lavoro subordinato, ovvero:

deve avere continuità (non deve perciò essere occasionale);

deve svolgersi all’interno dell’abitazione del datore di lavoro;

può svolgersi con servizio parziale (ad ore), oppure tutti i giorni della settimana o solo alcuni.

Il lavoro domestico è regolato da un Contratto Nazionale nel quale si precisano i diritti ed i doveri sia del datore di lavoro che del lavoratore.

Il Contratto Collettivo Nazionale, in vigore dall’1 LUGLIO 2013 fino al 31 dicembre 2016 (comunque in vigore sino all’approvazione del successivo CCNL di lavoro), suddivide i prestatori di lavoro domestico in quattro livelli (A, B, C, D), a ciascuna delle quali corrispondono due parametri retributivi (il superiore dei quali è definito “super”), secondo quanto previsto nell’art. 10 del CCNL, sotto riportato: